Spellbound

MASTER: MOVIE

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Title
Spellbound
Other titles
Io ti salverò, Cuéntame tu vida, Ich kämpfe um dich, Ik zal u redden, Je te sauverai, Quando Fala o Coração, 爱德华大夫, Troldbunden, La Maison du docteur Edwardes, Elbűvölve, 白い恐怖, Cuéntame tu vi
Type
MASTER — Movie
Subgenres
Romance
Year
1945
Countries
United States
Languages
Inglese
Screenplay
Ben Hecht, Francis Beeding, Angus MacPhail
Music
Miklós Rózsa
Production
Selznick International Pictures, Vanguard Films
Black & white
Yes
Adults only
No

Information

Description
La creazione del film generò un'aspra discussione tra il regista e il produttore, David O. Selznick. Selznick aveva firmato un contratto con Hitchcock e voleva che lui girasse un film basato sulle conoscenze di Selznick stesso nell'ambito della psicoanalisi. In più, il produttore portò la sua psichiatra sul set per avere consigli tecnici. La donna e Hitchcock ebbero frequenti scontri. Hitchcock, in più, chiese all'artista Salvador Dalí di rappresentare graficamente alcune scene di carattere onirico, che però non piacquero a Selznick.

Benché si sia fatto uso della maggior parte delle immagini di Dalí, fu tagliata una sequenza onirica in cui Ingrid Bergman si trasformava in una statua della dea Diana. La pellicola di questa scena è andata perduta; ce ne restano tuttavia alcune immagini. Nel progetto originario la scena del sogno doveva durare circa 20 minuti e comprendere anche una scena in una sala da ballo con dei pianoforti sospesi e delle figure immobili che fingevano di danzare, ma non fu girata.

Hitchcock definì il film «...una storia di caccia all'uomo presentata in un involucro di pseudo-psicanalisi».

Hitchcock voleva un modo nuovo di rappresentare i sogni: non più «...la nebbia che confonde i contorni delle immagini» o «... lo schermo che trema», ma «...tratti netti e chiari», contorni taglienti e immagini piene di luce, come nei quadri di Salvador Dalí e di Giorgio de Chirico. Dalí fa derivare alcune immagini surrealiste del sogno dai film che aveva realizzato a Parigi con Luis Buñuel, Un chien andalou - Un cane andaluso e L'âge d'or.

Nel finale la canna della pistola diretta verso la protagonista ruota di mezzo giro e punta direttamente contro lo spettatore. Al momento dello sparo la pellicola in bianco e nero si tinge improvvisamente di rosso. Nel libro Il cinema secondo Hitchcock, di François Truffaut, il regista spiega che per girare quella scena si dovette costruire una gigantesca mano finta da posizionare di fronte alla macchina da presa: ottenere lo stesso effetto proporzionale con una mano vera non sarebbe stato possibile a causa dei limiti del movimento di un braccio umano: durante la rotazione la pistola si sarebbe avvicinata significativamente alla macchina da presa, impedendo così una corretta continuità nella messa a fuoco dell'immagine. Nel suo libro divulgativo Curar nevrotici con la propria autoanalisi il celebre psicanalista italiano Cesare Musatti cita il caso di una persona per la quale questo episodio cinematografico aveva rappresentato il segno scatenante di una situazione di forte disagio psicologico, innescando per analogia un profondo senso di colpa.

Il film fu adattato da Angus MacPhail e sceneggiato da Ben Hecht dal romanzo La casa del dottor Edwardes di Francis Beeding.

La parte della protagonista è interpretata da Ingrid Bergman, Hitchcock trovò l'attrice così rispondente al tipo di donna ideale che aveva in mente che la volle in altri due suoi film successivi, Notorius e Il peccato di Lady Considine.
La parte del protagonista maschile è interpretata da Gregory Peck, che, due anni dopo, reciterà ancora per il regista la parte dell'avvocato Keane nel film Il caso Paradine.
Nel ruolo del dottor Brulov recita Michail Čechov - nipote dello scrittore Anton Čechov - grande attore di teatro e maestro di recitazione di molte star di Hollywood, fra cui anche i due protagonisti del film.
L'attrice Rhonda Fleming esordì nel ruolo di Mary Carmichael.

Al 40º minuto del film il regista esce dall'ascensore dell'Empire Hotel fumando una sigaretta con una custodia di violino.

Le riprese ebbero luogo fra il luglio e l'ottobre del 1945.

La colonna sonora del film è di Miklós Rózsa; notevole l'uso pionieristico del theremin.

La prima si ebbe il 28 dicembre 1945.

La realizzazione dei manifesti per l'Italia fu affidata al pittore cartellonista Anselmo Ballester.

Il film ebbe un grande successo di pubblico e di critica.

Era costato un milione e mezzo di dollari e ne fruttò sette al produttore: nel giro di poche settimane aveva già reso otto volte il suo costo.

Premi Oscar 1946:
Miglior colonna sonora a Miklós Rózsa.
Candidatura Miglior film alla Selznick Production.
Candidatura Migliore regia a Alfred Hitchcock.
Candidatura Miglior attore non protagonista a Michael Chekhov.
Candidatura Migliore fotografia a George Barnes.
Candidatura Migliori effetti speciali a Jack Cosgrove.
1946 - New York Film Critics Circle Award:
Miglior attrice protagonista a Ingrid Bergman.
Plot
Una psichiatra protegge l'identità di un paziente affetto da amnesia e accusato di omicidio mentre cerca di aiutarlo a recuperare la memoria.