Das Boot

MASTER: MOVIE

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Title
Das Boot
Other titles
The Boat, U-Boot 96, El barco, O Barco: Inferno no Mar, Le bateau, 从海底出击, Podmornica, Ponorka, U-båden, Sukellusvene U-96, U-båt 96, Das Boot - Υποβρύχιο U-96: Επιστροφή στην κόλαση, Keshti,
Type
MASTER — Movie
Genres

Drama , War

Subgenres
Year
1981
Countries
France, Italy, United Kingdom, West Germany
Languages
Tedesco
Screenplay
Wolfgang Petersen, Lothar G. Buchheim
Music
Klaus Doldinger
Production
Bavaria Film, Süddeutscher Rundfunk (SDR), Twin Bros. Productions, Radiant Film GmbH, Westdeutscher Rundfunk (WDR)
Black & white
No
Adults only
No

Information

Description
U-Boot 96 è il titolo italiano del film di guerra tedesco del 1981 Das Boot (traducibile in italiano come Il battello) scritto e diretto da Wolfgang Petersen, prodotto da Günter Rorbach e interpretato fra gli altri da Jürgen Prochnow, Herbert Grönemeyer e Klaus Wennemann. Nel tempo sono state diffuse diverse edizioni di Das Boot, ciascuna di diversa lunghezza, a partire dalla prima versione cinematografica fino a una miniserie TV, passando per varie edizioni per home video di variabile durata.

La pellicola è ispirata all'omonimo romanzo di Lothar-Günther Buchheim del 1973 e, come quest'ultimo, è ambientata durante la seconda guerra mondiale: narra le vicende immaginarie dell'U-Boot U-96 e del suo equipaggio; descrive sia l'angosciosa frenesia delle battaglie, sia il tedio dei lunghi periodi di caccia infruttuosa, ritraendo i marinai come normali individui animati dal desiderio di svolgere al meglio il proprio dovere verso i commilitoni e il loro paese. La sceneggiatura trae spunto anche da episodi avvenuti al vero U-96, appartenuto al Tipo VII-C.

La produzione della pellicola cominciò nel 1979, dopo che, tre anni prima, diversi registi americani erano stati vagliati e poi scartati. Heinrich Lehmann-Willenbrock, il comandante del vero U-96 durante la guerra e settimo comandante tedesco per tonnellaggio affondato durante il conflitto (179 125 tonnellate di naviglio alleato colato a picco), e Hans-Joachim Krug, comandante in seconda dell'U-219, si prestarono come consulenti di regia.

Uno degli obiettivi che si poneva Petersen era guidare il pubblico «in un viaggio ai limiti della mente umana» (motto [tagline] tedesco della pellicola, «Eine Reise ans Ende des Verstandes»), volendo illustrare «cos'è davvero la guerra». Per Das Boot fu stanziato un budget di 35 milioni di marchi (circa 16 milioni di euro, al lordo dell'inflazione, cifra che lo porta fra i più costosi film tedeschi di tutti i tempi) e ottenne ricavi per 187 milioni di euro. Il film fu distribuito il 17 settembre 1981 e poi nel 1997 in una versione director's cut supervisionata ancora da Petersen. La pellicola è considerata come uno dei classici del genere dei "film di sommergibili".

Le musiche del film, scritte da Klaus Doldinger, furono anch'esse oggetto di grandi elogi da parte della critica.
La colonna sonora comprende anche la canzone francese J'attendrai (versione di Tornerai) interpretata da Rina Ketty, oltre a una versione di It's a Long, Long Way to Tipperary cantata dall'equipaggio.

All'uscita del film, moltissimi ex soldati in lacrime ringraziarono la produzione, poiché per la prima volta un'opera cinematografica li rappresentava in modo non derisorio né umiliante, tra cui anche personalità non-militari costretti a partecipare alla guerra e ad obbedire indipendentemente dalle loro volontà. Nella versione originale i vari marinai parlano con inflessioni dialettali di Germania ed Austria: il capo meccanico Johann ha un accento Austria-bavarese, il nostromo Lamprecht usa un dialetto di Mannheim (ovest), l'ufficiale di guardia Pilgrim si esprime nel dialetto nordico di Amburgo, mentre l'addetto ai siluri Schwalle parla un dialetto di Berlino.

Il film è uscito nelle sale cinematografiche della Germania Ovest il 17 settembre 1981. Negli Stati Uniti e in Italia, invece, è uscito rispettivamente nei giorni 10 febbraio e 18 marzo 1982.

Nel 1997 è stata distribuita la versione Director's cut, della durata di 209 minuti. Durante le riprese nel "tubo" (l'interno del sommergibile), lo spazio era talmente angusto che in una scena del Director's cut, guardando con attenzione, è possibile scorgere una segretaria di produzione.

Poiché l'audio originale del film era andato completamente perduto, in occasione della realizzazione dell'edizione in DVD è stato necessario richiamare gli attori originali, i quali, dopo sedici anni, hanno doppiato nuovamente la pellicola nella sua interezza. In modo analogo anche la colonna sonora è stata ricreata a partire dalla registrazione originale su dodici tracce conservata dal compositore. Al contempo ciò ha permesso di ricreare l'audio del film su più canali, permettendo così l'uscita del film in Dolby Digital.

Il film venne accolto con grande ammirazione dalla critica e tutt'oggi è considerato uno dei migliori film tedeschi di tutti i tempi, oltre che uno dei migliori film di guerra mai realizzati a livello mondiale. Ottenne sei nomination all'Oscar.

Oltre alle qualità tecniche, la cura dei particolari e gli effetti speciali, il film è stato il primo a descrivere i soldati tedeschi come vittime anziché come "cattivi".

Un film bellico visto "dalla parte dei tedeschi" poteva costituire un grosso rischio di attirare accuse di revisionismo e uno antimilitarista di essere giudicato banale, così il regista Petersen accantonò l'ideologia e la retorica concentrandosi su un obiettivo, il descrivere il militare, la sua vita a bordo, la sua paura e l'incredulità di fronte ai tristi eventi della guerra.

La straordinarietà di U-Boot 96 sta in un soggetto semplice, con un epilogo tutto sommato prevedibile, ma una narrazione coinvolgente, verrebbe da dire "in presa diretta", che fa entrare lo spettatore nel dramma, facendolo sentire vicino ai protagonisti.

Il film ebbe anche un enorme successo di pubblico, specialmente in Germania e negli USA, e s'inserisce in un filone di film di guerra, per così dire, antimilitaristi ma non troppo, di cui fanno parte anche Stalingrad di Joseph Vilsmaier e Platoon di Oliver Stone.

Il film ha avuto un seguito nel 2018 con la serie televisiva Das Boot, ancora prodotta dalla Bavaria Film e sempre basata sui romanzi di Buchheim Das Boot e il successivo Die Festung del 1995.