La strada
MASTER: MOVIE
- Title
- La strada
- Other titles
- The Road, Das Lied der Straße, A Estrada da Vida, Пътят, Cesta, Silnice, Tie, Vägen, Gza, Πουλημένη απ' τη μητέρα της, 大路, Országúton, Jadeh, 道, Kelias, La calle, Landeveien, Ulica, Дорога, 大
- Type
- MASTER — Movie
- Genres
- Subgenres
- —
- Year
- 1954
- Countries
- Italy
- Languages
- Italiano
- Direction
- Cast
-
Goffredo Unger , Pietro Ceccarelli , Marcella Rovina (Marcella Rovena) , Manuel Antonio Rodolfo Quinn-Oaxaca (Anthony Quinn) ,
- Screenplay
- Tullio Pinelli, Federico Fellini, Ennio Flaiano
- Music
- Nino Rota
- Production
- Ponti-De Laurentiis Cinematografica
- Black & white
- Yes
- Adults only
- No
Information
Description
È l'opera che diede una grande notorietà internazionale al regista, che nel 1957 vinse l'Oscar al miglior film in lingua straniera alla 29ª edizione (anno in cui fu istituita tale categoria di premio). Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare.
L'idea de La strada risaliva già al periodo de Lo sceicco bianco, film sempre di Fellini del 1952. Tullio Pinelli racconta che durante un viaggio in auto vide per strada una coppia di girovaghi che tiravano una carretta e pensò che su dei personaggi così si potesse fare un film. Al suo rientro a Roma raccontò l'idea a Federico Fellini il quale, a sua volta, espose la sua idea riguardo ai circhi. Insieme strutturarono il film ed in seguito ne parlarono con Ennio Flaiano che però sembrava essere contrario. Fellini incontrò molte difficoltà prima di realizzare il film: venne rifiutato da tutti i produttori e distributori ai quali lo propose poiché ritenuto di scarso appeal commerciale.
Il produttore Lorenzo Pegoraro propose invece a Fellini e Flaiano di realizzare una commedia: il risultato fu I vitelloni che ebbe un grande successo. L'unico ad accettare La strada fu Dino De Laurentiis.
I produttori, oltre a sollevare dubbi sul soggetto, non volevano Giulietta Masina come protagonista. Dino De Laurentiis invece, dopo aver visionato il provino, la ritenne adatta per il ruolo di Gelsomina. Per lo stesso ruolo si pensò a Silvana Mangano, e anche Maria Pia Casilio fece un provino. De Laurentiis pensava che Anthony Quinn fosse adatto per il ruolo di Zampanò, avendolo scritturato in quel momento per Attila; decise quindi di far familiarizzare sul set del film il divo americano e Fellini, quindi chiese al regista di coprire il collega indisposto per un paio di giorni e di girare alcune scene.
Per il Matto erano stati presi in considerazione anche Walter Chiari e Alberto Sordi.
Leone d'argento alla Mostra di Venezia del 1954, Nastro d'argento 1955 per miglior film e miglior regia. Premio Oscar per miglior film straniero (nuova denominazione proprio in quell'anno; prima il premio sarebbe stato un Oscar speciale) e nomination per miglior sceneggiatura.
L'idea de La strada risaliva già al periodo de Lo sceicco bianco, film sempre di Fellini del 1952. Tullio Pinelli racconta che durante un viaggio in auto vide per strada una coppia di girovaghi che tiravano una carretta e pensò che su dei personaggi così si potesse fare un film. Al suo rientro a Roma raccontò l'idea a Federico Fellini il quale, a sua volta, espose la sua idea riguardo ai circhi. Insieme strutturarono il film ed in seguito ne parlarono con Ennio Flaiano che però sembrava essere contrario. Fellini incontrò molte difficoltà prima di realizzare il film: venne rifiutato da tutti i produttori e distributori ai quali lo propose poiché ritenuto di scarso appeal commerciale.
Il produttore Lorenzo Pegoraro propose invece a Fellini e Flaiano di realizzare una commedia: il risultato fu I vitelloni che ebbe un grande successo. L'unico ad accettare La strada fu Dino De Laurentiis.
I produttori, oltre a sollevare dubbi sul soggetto, non volevano Giulietta Masina come protagonista. Dino De Laurentiis invece, dopo aver visionato il provino, la ritenne adatta per il ruolo di Gelsomina. Per lo stesso ruolo si pensò a Silvana Mangano, e anche Maria Pia Casilio fece un provino. De Laurentiis pensava che Anthony Quinn fosse adatto per il ruolo di Zampanò, avendolo scritturato in quel momento per Attila; decise quindi di far familiarizzare sul set del film il divo americano e Fellini, quindi chiese al regista di coprire il collega indisposto per un paio di giorni e di girare alcune scene.
Per il Matto erano stati presi in considerazione anche Walter Chiari e Alberto Sordi.
Leone d'argento alla Mostra di Venezia del 1954, Nastro d'argento 1955 per miglior film e miglior regia. Premio Oscar per miglior film straniero (nuova denominazione proprio in quell'anno; prima il premio sarebbe stato un Oscar speciale) e nomination per miglior sceneggiatura.