The Italian Job
MASTER: MOVIE
- Title
- The Italian Job
- Other titles
- Un colpo all'italiana, Faena a la italiana, Charlie staubt Millionen ab, Um Golpe à Italiana, L'or se barre, Dobar posao u Italiji, Prácička v Itálii, Maxi-job i mini-biler, Ληστεία αλά ιταλι
- Type
- MASTER — Movie
- Subgenres
- —
- Year
- 1969
- Countries
- United Kingdom
- Languages
- Inglese, Italiano
- Direction
- Cast
-
John Clive , Robert Powell , Maurice Joseph Micklewhite (Michael Caine) , Margaret Jane Blye (Maggie Blye) ,
+17 more
Renato Romano , Raffaele Vallone (Raf Vallone) , John Elton Le Mesurier Halliley (John Le Mesurier) , Harry Baird , Noël Peirce Coward (Noël Coward) , Alfred Hawthorne Hill (Benny Hill) , Tony Beckley , Rossano Brazzi , Irene Handl , Fred Emney , Graham Payn , Michael Standing , Stanley Caine , Barry Cox , Mario Valgoi , George Innes , John Forgeham - Screenplay
- Troy Kennedy-Martin
- Music
- Quincy Jones
- Production
- Oakhurst Productions
- Black & white
- No
- Adults only
- No
Information
Description
Nel 2003 è stato realizzato un remake, con il medesimo titolo, The Italian Job.
Il film nacque da un'idea del fratello dello sceneggiatore Troy Kennedy-Martin, e doveva essere, nelle intenzioni iniziali, un semplice sceneggiato televisivo per la BBC ambientato tutto in Inghilterra. L'ambientazione italiana della pellicola fu un'idea di Troy Kennedy-Martin, la cui sorella viveva a Milano da molti anni. La pellicola sarebbe infatti stata girata nel capoluogo lombardo, ma qui la produzione incontrò molti problemi in fase di sceneggiatura, soprattutto per quanto riguardava i permessi circa l'enorme ingorgo automobilistico da creare nel centro della città; quando si venne a conoscenza del centro di controllo computerizzato del traffico (all'epoca, tra i primi sistemi del genere in Europa) di cui era dotata Torino, gli sceneggiatori decisero di spostare la location sotto la Mole. Per quanto concerne la regia, Un colpo all'italiana doveva essere diretto da Peter Yates, regista di Bullitt, ma la Paramount Pictures impose Peter Collinson.
All'epoca la British Motor Corporation (la casa automobilistica produttrice delle tre Mini Cooper protagoniste del film) non intuì le possibilità commerciali che poteva offrire la pellicola, a differenza della FIAT: quando la casa italiana venne a conoscenza dell'opera contattò la produzione e le offrì la somma di 50.000 dollari per sostituire le tre Mini con tre 500 dotate di turbocompressore, rendendosi inoltre disponibile a fornire anche tutte le auto di altre marche di cui necessitavano per il film. La produzione di Un colpo all'italiana declinò l'offerta, motivando il rifiuto con il fatto che «il film era uno scontro tra noi, gli inglesi e loro, gli italiani, dovevamo dimostrare che noi eravamo intelligenti e loro sciocchi».