L’alba dei cinecomics (1898-1944)

Published on 31 Oct 2023

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L’alba dei cinecomics (1898-1944)

Non c’é dubbio che oggi i cosiddetti cinecomics abbiano invaso e saturato, nel bene e nel male, il mercato cinematografico e televisivo mondiale: l’eterna sfida fra D.C. Comics e Marvel, su questo versante decisamente vinta da quest’ultima, si é trasferita dalla carta stampata agli schermi. E’ sufficiente dare uno sguardo al box office di tutti […]

Non c’é dubbio che oggi i cosiddetti cinecomics abbiano invaso e saturato, nel bene e nel male, il mercato cinematografico e televisivo mondiale: l’eterna sfida fra D.C. Comics e Marvel, su questo versante decisamente vinta da quest’ultima, si é trasferita dalla carta stampata agli schermi. E’ sufficiente dare uno sguardo al box office di tutti i tempi per comprendere la dimensione di questo fenomeno: nelle prime dieci posizioni, troviamo ben quattro cinecomics (tutti Marvel Studios) e Avengers: Endgame del 2019 é stabile al secondo posto dei film più visti di sempre, con $ 2.797.501.328 d’incasso, dietro solamente ad Avatar.

Quello dei cinecomics non é però un fenomeno nuovo e, se la vostra memoria risale ai Superman con Christopher Reeve, quattro film in totale dal 1978 al 1987, o ai due Batman di Tim Burton, per farne una cronistoria bisogna fare un salto all’indietro di parecchi anni, finanche ad arrivare alla fine del XIX secolo.

Prima di proseguire però ci teniamo a specificare che, con il termine cinecomics non intendiamo qui i film sui supereroi – per la cronaca il primo supereroe dei fumetti é convenzionalmente considerato Superman, creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1933 e pubblicato nel fatidico numero 1 di Action Comics nel 1938 dalla D.C. Comics – bensì film (o serial) tratti dai comics, fumetti seriali, strisce o graphic novel che siano. L’elenco, vi accorgerete, é lungo, molto di più di quanto probabilmente immaginavate, per cui non indicheremo proprio tutti i titoli, ma ci soffermeremo qui e lì, qualora ci fosse qualche nota rilevante o considerassimo il prodotto degno di citazione.

Il primo film tratto dai fumetti, o per meglio dire, il primo cortometraggio, é addirittura del 1898: si tratta di The Katzenjammer Kids in School, film muto in bianco e nero, ovviamente, dato che sonoro e colore dovevano ancora arrivare. Prodotto dalla American Mutoscope Company e basato sulle strisce di Rudolph Dirks, Katzenjammer Kids (in Italia Bibì e Bibò), la serie di strip più longeva della storia, che fece la sua prima apparizione il 12 gennaio 1897 nel supplemento American Humorist del New York Journal, e che viene considerata la prima striscia americana a fare l’uso dei balloon, i fumetti appunto. Il cortometraggio ebbe un sequel, The Katzenjammer Kids Have a Love Affair, uscito nel 1900, poi una serie di altri corti prodotti dalla Selig a partire dal 1912. Per la cronaca il primo film sonoro é il famigerato The Jazz Singer del 1927 mentre il primo film a colori é il cortometraggio inglese di 8 minuti A Visit to the Seaside in Kinemacolor, del 1908, ma per il primo film a colori in Technicolor si dovrà attendere fino al 1928 con The Viking.

Nel 1927 esce Tillie The Toiler (Ah! Che maschietta! titolo in italiano), film muto basato sulle strip di Russ Westover che debuttarono il 3 Gennaio 1921, per proseguire poi fino al 15 marzo del 1959. Il film é diretto da Hobart Henley e prodotto dalla Cosmopolitan Productions per la Metro Goldwyn Mayer, e vede come produttore Irving Thalberg (tre premi Oscar nel 1930, 1932 e 1936), il cui nome rimane ad oggi nel Irving G. Thalberg Memorial Award, categoria dei premi Oscar dedicati ai produttori creativi; nel 1941 Sidney Salkow ne diresse un secondo omonimo film, questa volta sonoro.

Il primo serial (antesignano delle serie tv moderne) tratto da un fumetto, ma sarebbe meglio parlare di strip a fumetti, strisce giornaliere che venivano pubblicate nei giornali statunitensi, é del 1936, e si tratta dei 13 episodi dedicati a Flash Gordon di Alex Raymond, il cui successo ha generato anche due sequel: Flash Gordon alla Conquista di Marte (1938) e Flash Gordon – Il Conquistatore dell’Universo (1940), che vedono Buster Crabbe, nuotatore statunitense medaglia d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932, nei panni dell’eroe dei due mondi.

Questi serial, erano solitamente suddivisi in episodi di 30 minuti ciascuno collegati fra loro che, di fatto, ne costituivano un unico lungometraggio, e venivano in genere proiettati prima o tra un film e l’altro nelle sale cinematografiche. Ogni episodio si concludeva con un cliffangher, espediente narrativo in cui la narrazione si conclude con un colpo di scena o finale sospeso, in modo che il pubblico tornasse in sala la settimana successiva per vedere come la storia sarebbe proseguita.

Nel 1937 arrivano poi ben tre serial cinematografici dedicati a tre personaggi pilastri della storia dei comics: Jungle Jim, Agente Segreto X-9, di cui consiglio i volumi editi da Mondadori che raccolgono le sue avventure, anche loro tratti dalle strisce di Alex Raymond, e Dick Tracy.
Nel 1939 é la volta di Buck Rogers, anch’esso interpretato da Buster “Flash Gordon” Crabbe, e di Mandrake – The Magician, entrambi di 12 episodi.

A settembre del 1940 fa il suo esordio il serial in 12 episodi King of The Royal Mounted, tratto dalle omonime strip di Stephen Slesinger, basate sul racconto western di Zane Grey (il figlio Romer ha collaborato con lo stesso Slesinger in molte delle strip), già trasposto dalla 20th Century Fox in un lungometraggio nel 1936: prodotto dalla Republic Pictures e diretto da William Witney e John English, riedito poi nel 1942 con il titolo The Yukon Patrol, fu il primo di due serial che videro Allan “Rocky” Lane nel ruolo del Sergente Dave King della Royal Mounted. Il secondo serial é sempre prodotto dalla Republic, anch’esso in 12 episodi diretti da William Witney, orfano questa volta di English, e intitolato King of the Mounties. Sempre nel 1940 uscì Li’l Abner (Il villaggio più pazzo del mondo, titolo italiano): tratto dalle famosissime strip di Al Capp e diretto da Albert S.Rogell, non riuscì a cogliere né l’umorismo né la satira del fumetto originale, oltre ad avere delle applicazioni di protesi e maschere facciali per tentare di far somigliare gli attori ai personaggi davvero di pessima fattura e risultato; ciononostante viene comunque ricordato per la trasposizione del personaggio di Lonesome Polecat, interpretato nientemeno che da Buster Keaton, e per la title song, co-scritta dal comico Milton Berle. Sempre a inizio decade esce il serial dedicato alle famosissime strip di Terry e i Pirati di Milton Caniff, ad opera della Coloumbia e diretto da James W.Horne. Ma l’elenco potrebbe continuare con Adventures of Red Ryder, i vari serial dedicati a Blondie, Dick Tracy, Reg’lar Fellers, Private Snuffy Smith e Hillybilly Blietzkrieg, ispirati entrambi alle strisce Barney Google and Snuffy Smith di Billy DeBeck pubblicate dal 1919 e tuttora in corso!

Poi nel 1941 é la volta di Adventures of Captain Marvel: anch’esso serial di 12 episodi, non é però da confondere con Captain Marvel, film dei Marvel Studios del 2019, ma ci si possono gustare i due film a lui dedicati con il suo nuovo nome: Shazam! Il personaggio da cui é tratto il serial cinematografico ha infatti una storia curiosa: era il più celebre supereroe degli anni ’40, arrivando addirittura a vendere il doppio delle copie di Batman fra il 1942 ed il 1946. Edito dalla Fawcett Comics, fu poi acquistato nel 1972 dalla D.C. Comics assieme a tutto il catalogo della casa editrice, ormai sull’orlo del fallimento: ma qui sta l’inghippo, perché nel frattempo la Marvel Comics aveva creato e brevettato un personaggio dal nome Captain Marvel, e si tratta fra l’altro di Mar-Vell, un ufficiale militare Kree, e non di Carol Danvers, la pilota precedentemente conosciuta come Ms.Marvel, protagonista del film del 2019, da non confondersi a sua volta con Kamala Khan, Ms.Marvel dell’omonima serie tv disponibile su Disney+ (aaargh!). Beh in poche parole, la D.C. Comics decise di ripubblicare il Captain Marvel della Fawcett Comics con il nuovo nome di Shazam!, interpretato nel 2019 da Zachary Levi nel film diretto da David F.Sandberg, che si rivelò un successo, tanto da generarne un seguito nel 2023 (Shazam! Furia degli Dei).

Sempre a proposito di Fawcett Comics, nel 1942 esce il serial in 12 episodi dedicato a Spy Smasher, prodotto dalla Republic e diretto da William Witney, stesso team di King of The Royal Mounted, ispirato all’omonimo eroe creato nel 1939 da C.C.Beck e Bill Parker (debuttò nel numero 2 di Whiz Comics). Il plot del personaggio é molto simile a Batman (ma anche a Blue Bettle e Green Arrow): Spy Smasher é l’alter ego di Alan Armstrong, ricco sportivo originario della Virginia, e detective infallibile, equipaggiato con una miriade di gadget, intento a sconfiggere spie nemiche. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, non avendo più scopo, venne reinventato come cacciatore di criminali con il nome di Crime Smasher (su Whiz Comics #76 del 1946), ma la sua fortuna editoriale crollò a picco e dopo il 1948 scomparve. Ritornò nel 1972, dopo che la D.C., come già raccontato, acquisì la Fawcett, e, nel 2007, la strepitosa Gail Simone (imperdibile il suo lavoro per la Marvel, a partire dal 2018, sulle avventure di Domino e la sua Posse) ideò una nuova Spy Smasher, l’agente Katarina Armstrong, nel numero 100 del suo ciclo di Birds of Prey.

Nel 1943 esce poi un serial della Columbia Pictures, The Phantom di B.Reeves Eason, tratto dall’omonimo iconico personaggio creato da Lee Falk nel 1936, in cui l’Uomo Mascherato (nome con cui era conosciuto in Italia) era interpretato da Tom Tyler. Sempre nel 1943 é la volta anche della D.C. Comics, che esce con un serial cinematografico, sempre prodotto da Columbia Pictures, dedicato ad uno dei suoi personaggi di punta: Batman, che aveva esordito nel maggio

del 1939 sul numero 27 della testata Detective Comics. Nonostante in questa trasposizione l’Uomo Pipistrello sia un agente governativo al soldo degli Stati Uniti, impegnato a contrastare il malvagio giapponese Dr.Daka in piena Seconda Guerra Mondiale (sigh!), anziché il giustiziere solitario ed oscuro vigilante di Gotham, questo serial pone le basi per l’iconico universo di Batman, introducendo la figura del maggiordomo Alfred Pennyworth così come la conosciamo ancora oggi: il personaggio interpretato da William Austin verrà poi modificato nei comics perché somigli nell’aspetto alla sua trasposizione cinematografica, primo espediente di una moda oggi molto in voga. Il serial diretto da Lambert Hillyer, che vedeva Lewis Wilson nei panni di Batman e Douglas Croft in quelli di Robin, con Carrol Naish assumere il ruolo dell’antagonista, il sopracitato Dr.Daka, introduce anche un altro elemento, oggi icona dei comics: la Batcaverna, nonché il suo ingresso dall’orologio a pendolo. Il serial ebbe molto successo, tanto che la Columbia Pictures decise di farne un sequel, Batman e Robin, diretto da Spencer Gordon Bennet nel 1949, già regista di un serial dedicato a Superman, uscito l’anno prima in 15 episodi, con Kirk Alyn nei panni di Kal-El/Clark Kent. Più che di un sequel però, quello di Bennet é un serial nuovo e a sé stante, al punto che anche gli attori cambiano: Robert Lowery é Batman mentre a Johnny Duncan é riservato il ruolo di Robin. L’originale serie cinematografica del 1943 é stata poi rimontata come un unico lungometraggio e distribuita nei cinema nell’evento An Evening with Batman and Robin nel 1965.

E in tutto questo, la Marvel, oggi regina indiscussa dei cinecomics, dov’é? Il primo serial tratto dai suoi personaggi é del 1944, quando ancora si chiamava Timely Comics (poi sarà Magazine Management nel ’47, Atlas nel ’51 e solamente nel 1961 diverrà Marvel Comics) ed é dedicato a Captain America, anche se l’alter ego del personaggio non é il noto Steve Rogers, ma il procuratore distrettuale Grant Gardner. Non é ben chiaro il motivo per cui si scelse di cambiarne l’alter ego: pare che in realtà Grant Gardner dovesse essere un personaggio nuovo di zecca il cui alias avrebbe dovuto essere Mr.Scarlet, ma il mistero di questa bizzarra scelta ancora non é stato svelato. Di fatto é tale Grant a diventare il primo supereroe della Marvel Comics trasposto al cinema, divenendo così antesignano di Luke Evans, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson e di tutti gli altri attori dell’attuale MCU.