MASTER: MOVIE

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Title
Other titles
Federico Fellini's 8½, 8 1/2, 八部半, Osam i pol, Osm a půl, Rvanakhevari, Achteinhalb, 8 és 1/2, Aštuoni su puse, Fellini 8 1/2, Opt și jumătate, Восемь с половиной, 8gwa 1/2, Vuit i mig, 八又二分之
Type
MASTER — Movie
Subgenres
Grotesque
Year
1963
Countries
France, Italy
Languages
Francese, Inglese, Italiano, Tedesco, Romagnolo
Screenplay
Tullio Pinelli, Federico Fellini, Ennio Flaiano, Brunello Rondi
Music
Nino Rota
Production
Cineriz, Francinex
Black & white
Yes
Adults only
No

Information

Description
8½ è un film del 1963, diretto e co-sceneggiato da Federico Fellini. La pellicola ottenne, tra gli altri riconoscimenti, l'Oscar al miglior film in lingua straniera e quello ai migliori costumi nel 1964.

La pellicola vede come protagonista Marcello Mastroianni nel ruolo di Guido Anselmi, un regista confuso alle prese con la sua prossima opera.

È considerato uno dei capolavori di Fellini e una delle migliori pellicole cinematografiche di tutti i tempi, fonte d'ispirazione per generazioni di registi. È stato inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare, ed è stato inoltre classificato al 51º posto nella classifica dei 500 migliori film della storia dalla rivista Empire.

È il primo film in cui Claudia Cardinale recita con la sua voce, cosa fortemente voluta dallo stesso Fellini, deciso a valorizzare una voce così graffiata e inusuale per gli standard cinematografici di quell'epoca.

Dopo aver girato Le tentazioni del dottor Antonio, episodio del film corale Boccaccio '70, per la testa di Fellini comincia a girare l'idea di un nuovo film, ma non un'idea precisa, piuttosto un accumulo di idee vaghe che tentano di mescolarsi tra di loro. Quando parla del progetto all'amico Ennio Flaiano questi sembra più scettico che convinto; come si può filmare il pensiero di un uomo, la sua immaginazione, i suoi sogni?

La scrittura della sceneggiatura non procede, non c'è un progetto preciso e Fellini non ha neanche un titolo da dargli: si accontenta per ora del provvisorio 8½, poiché questa pellicola viene dopo sei film interamente da lui diretti (Lo sceicco bianco, I vitelloni, La strada, Il bidone, Le notti di Cabiria e La dolce vita) più tre "mezzi" film, in quanto codiretti con altri registi (cioè Luci del varietà, girato assieme ad Alberto Lattuada, l'episodio Agenzia Matrimoniale ne L'amore in città e l'episodio Le tentazioni del dottor Antonio in Boccaccio '70).

Ma quando tutto è pronto sorge un problema di cui Fellini non ha parlato a nessuno: il film non c'è più, l'idea che aveva in testa è sparita. Quando è ormai deciso a comunicare la disfatta al produttore Angelo Rizzoli, Fellini viene interrotto da un capo macchina di Cinecittà che lo chiama per festeggiare il compleanno di un macchinista.

Tra i festeggiamenti gli arrivano gli auguri per il nuovo film, che ormai non c'è più, ma una volta seduto su una panchina arriva il lampo di genio: il film parlerà proprio di questo, di un regista che voleva fare un film ma non si ricorda più quale, cosicché il protagonista, Guido Anselmi, interpretato da Marcello Mastroianni, diventa la proiezione di Fellini stesso per un nuovo capolavoro del regista, con cui arriverà al terzo premio Oscar della sua carriera, forse il più importante di tutti.

Mastroianni non fu comunque la prima scelta: all'inizio infatti Fellini pensò a Laurence Olivier o Charlie Chaplin. Anche per avere Sandra Milo, Fellini dovette lottare, perché il marito di lei si opponeva al suo ritorno al cinema, dopo la delusione del film Vanina Vanini di Roberto Rossellini. Rimasero invece fin dall'inizio Anouk Aimée, già presente ne La dolce vita, e Claudia Cardinale, che per la prima volta non venne doppiata e che stava lavorando contemporaneamente anche a Il Gattopardo.

All'uscita del film in diverse copie distribuite in Italia alcune scene erano virate (in seppia in certe copie, in azzurro in altre): si trattava, come spiegava una didascalia all'inizio del film, delle scene che rappresentavano ciò che era sognato o immaginato dal protagonista. Il viraggio fu deciso dalla casa distributrice per facilitare agli spettatori la distinzione fra scene reali e non, specie nell'ottica della distribuzione in mercati stranieri.

Altre sequenze invece Fellini le volle sovraesposte (cioè eccessivamente luminose, effetto ottenuto in fase di stampa dei positivi), come la sequenza alla fonte, quando Marcello è in fila con altre persone, con il suo bicchiere in mano. Questo aspetto volutamente abbacinato della scena è andato perduto con il recente restauro del film. I restauratori hanno rifatto la sequenza con un perfetto bianco e nero estremamente contrastato, tradendo così le originali intenzioni di Fellini.

La scena del ballo è stata ripresa in Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Si trova nella lista dei film preferiti di Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio.