Un turco napoletano

MASTER: MOVIE

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Titolo
Un turco napoletano
Altri titoli
Neapolitan Turk, Um Turco das Arábias, Haaremin vartija, O Turco Napolitano, Турок неаполитанец, Un turco napolitano
Tipo
MASTER — Movie
Sottogeneri
Anno
1953
Paesi
Italia
Lingue
Francese, Italiano
Sceneggiatura
Sandro Continenza, Ruggero Maccari, Mario Monicelli, Eduardo Scarpetta, Italo De Tuddo
Musica
Pippo Barzizza
Produzione
Lux Film, Ponti-De Laurentiis Cinematografica, Rosa Film
Bianco e nero
No
Vietato ai minori
No

Informazioni

Descrizione
Adattamento al grande schermo della farsa Nu turco napulitano (1888) di Eduardo Scarpetta, è interpretato da Totò, primo film del trittico scarpettiano, completato da Miseria e nobiltà e Il medico dei pazzi, entrambi del 1954, girati tutti a colori sempre con Mario Mattoli dietro la cinepresa e con Totò nei panni di Felice Sciosciammocca.

La canzone Carmè, Carmè... è scritta dallo stesso Totò ed è cantata da Nicola Maldacea Jr.

La canzone parodiata da Felice ai bagni di mare, quando per divertire le donne si attribuisce l'invenzione della danza del ventre in occasione di un mal di stomaco, è la melodia araba nota come Kradoutja.

Su alcune locandine del film compare un titolo diverso, con l'articolo determinativo: Il turco napoletano.

L'attore Aldo Giuffré ha dichiarato in un'intervista che la troupe era solita applaudire dopo le riprese, facendo sentire gli attori come su un palcoscenico; inoltre alcune scene vennero rifatte più volte a causa delle risate degli attori, in particolare quella in carcere dove Totò scambia il becchino per un sarto.

Sebbene basato su un'opera teatrale, il film presenta alcune differenze rispetto all'originale: la scena della fuga dal carcere è tratta dalla rassegna di riviste di Totò Se quell'evaso io fossi (1933), così come la scena del becchino scambiato per un sarto, già utilizzato in Le sei mogli di Barbablù (1950); l'idea dell'eunuco era stata utilizzata da Totò anche nella rivista Uomini a nolo (1937).

All'inizio del film si afferma che lo spettacolo è ambientato il 24 febbraio 1904 al teatro San Carlino di Napoli: nella vita reale il teatro fu demolito nel 1884, prima che fosse scritta la commedia originale.