Il vigile

MASTER: MOVIE

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Titolo
Il vigile
Altri titoli
The Traffic Policeman, El vigilante, Vigilante Trapalhão, El alcalde el guardia y la jirafita, Nesnáze s kariérou, Der Schutzmann, L'Agent, A rendőr, 交通整理のおまわりさん, Mandacik proszę, O Herói da
Tipo
MASTER — Movie
Generi

Commedia

Sottogeneri
Anno
1960
Paesi
Italia
Lingue
Italiano
Sceneggiatura
Ugo Guerra, Rodolfo Sonego, Luigi Zampa
Musica
Piero Umiliani
Produzione
Royal Film
Bianco e nero
Vietato ai minori
No

Informazioni

Descrizione
Il vigile è un film italiano del 1960, diretto da Luigi Zampa e interpretato da Alberto Sordi. Incassò 969.259.000 lire dell'epoca.

È l'ultimo film di Mario Riva, che morì poco dopo le riprese.

Benché il film uscisse nelle sale con la classica dicitura «Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale», in realtà prendeva spunto da un fatto di cronaca accaduto nel luglio del 1959, cioè l'episodio del vigile Ignazio Melone che si era permesso di multare per un sorpasso vietato l'allora questore di Roma Carmelo Marzano. Quest'ultimo si risentì ed indignò alquanto per non essere stato riconosciuto e quindi agevolato dal vigile, al quale arrivò perfino a contestare la stessa validità della contravvenzione, asserendo che la sua manovra, a prescindere dalla presenza del cartello segnaletico, non costituisse affatto un pericolo. Il mensile Quattroruote (fascicolo del settembre 1959) fece un servizio con foto e didascalie per ricostruire l'episodio.

Esattamente come nel film, l'inflessibilità ed il rigore morale del solerte vigile vennero poi screditati da poco edificanti scoperte sulla sua famiglia, in particolar modo sulla sorella, che a Milano faceva la prostituta.

Per poter essere distribuito nelle sale la commissione di revisione cinematografica, presieduta dal sottosegretario di Stato Renzo Helfer, ritenne opportuno censurare due scene: la scena dello scambio di battute tra la moglie del vigile e il figlio («Ma è un'ingiustizia» «Meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie perché da grande non ti ci abitui più») e la scena in cui l'amante del sindaco sta telefonando in abiti succinti e distesa su di un letto, in quanto ritenute offensive della morale. Tali scene sono state reintegrate soltanto nel 2004 dopo il restauro da parte di Sky e della Cineteca di Bologna. Nella pellicola(restaurata)messa in onda da Rete 4 nel pomeriggio del 17 Luglio 2024, le scene citate non sembrano esserci.

In Italia, la realizzazione dei manifesti e delle locandine fu affidata al pittore cartellonista Giorgio Olivetti.