Vogliamo i colonnelli

MASTER: MOVIE

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Titolo
Vogliamo i colonnelli
Altri titoli
Vogliamo i colonnelli: cronaca di un colpo di Stato, We Want the Colonels, Queremos los coroneles, Wij willen de kolonels, Golpe de Estado a Italiana, Nous voulons les colonels, Θέλουμε τούς
Tipo
MASTER — Movie
Generi

Commedia

Sottogeneri
Satirico
Anno
1973
Paesi
Italia
Lingue
Francese, Italiano
Sceneggiatura
Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Mario Monicelli
Musica
Carlo Rustichelli
Produzione
Dean Film
Bianco e nero
No
Vietato ai minori
No

Informazioni

Descrizione
Vogliamo i colonnelli è un film del 1973 diretto da Mario Monicelli, presentato in concorso al 26º Festival di Cannes. È una commedia satirica a sfondo fantapolitico che immagina un maldestro colpo di Stato in Italia, con esplicite allusioni ai presunti tentativi di golpe del 1964 e del 1970 e al regime dei colonnelli greci.

Il film è un esplicito richiamo alle numerose trame golpiste avvenute nei primi anni '70. Sono molti i richiami al generale Giovanni de Lorenzo e al Piano Solo e c'è chi sostiene che la trama ricorda in modo esplicito la cronaca del presunto tentativo di colpo di stato attribuito al principe Junio Valerio Borghese e avvenuto nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970. La pellicola mescola in realtà riferimenti ad entrambe le vicende, che ebbero in comune l'idea di far convergere clandestinamente su Roma dei reparti militari per occupare i suoi punti vitali (la televisione, il Ministero dell'interno) e mobilitare finti appartenenti alle forze dell'ordine per l'arresto di determinati politici.

Del tutto arbitraria è invece l'identificazione dei personaggi del film coi protagonisti delle trame golpiste. Come ha raccontato Mario Monicelli, il carattere e il modo di fare dei protagonisti richiama alcuni luoghi comuni tipici della destra italiana di quegli anni, lacerata tra lo spiritualismo conservatore evoliano, l'ideologia reazionaria tipica dei monarchici e il movimentismo ribelle dei settori giovanili, cui aggiunge due figure stereotipate dell'industriale finanziatore e dell'alto prelato militarista. Lo stesso Monicelli, del resto, ha definito il film un'opera di fantapolitica e satira, volutamente non a lieto fine "per far suonare una campana. Dire al cittadino di fare attenzione, di essere vigilante, di non lasciarsi abbagliare solo da episodi clamorosi". Una farsa "costruita prendendo spunto dai giornali che adombravano la faccenda", aggiunge riferendosi al generale col monocolo (de Lorenzo), e alla Guardia forestale dello Stato fatta scendere a Roma nel 1970.

Riprendendo un copione già visto ne I soliti ignoti e più ancora ne L'armata Brancaleone il regista mette insieme una sgangherata compagnia fatta di militari nostalgici e delinquentelli di bassa tacca che pensano di poter prendere il potere senza fare ricorso alla violenza, fidando nella debolezza dello Stato e convinti che gli italiani, di fronte ad "un pugno di uomini decisi", li avrebbero seguiti "chi per fede, chi per interesse, chi per paura".

Nel film si fa riferimento ai maiali, siluri sottomarini in dotazione ai guastatori italiani (di cui fu comandante Junio Valerio Borghese) identificati qui come barchini e non siluri.

Il film è uscito nelle sale italiane il 6 marzo 1973, pochi mesi prima del Colpo di Stato in Cile del 1973.

La voce narrante è di Riccardo Cucciolla.