L'armata Brancaleone
MASTER: MOVIE
- Titolo
- L'armata Brancaleone
- Altri titoli
- For Love and Gold, L'armée Brancaleone, Die unglaublichen Abenteuer des hochwohllöblichen Ritters Branca Leone, La armada Brancaleone, O Incrível Exército Brancaleone, Армия Бранкалеоне, Bran
- Tipo
- MASTER — Movie
- Sottogeneri
- —
- Anno
- 1966
- Paesi
- Francia, Italia, Spagna
- Lingue
- Italiano, Latino
- Regia
- Attori
-
Maria Grazia Buccella , Vittorio Gassmann (Vittorio Gassman) , Alfio Caltabiano , Ugo Fangareggi ,
+16 altri
Fulvia Franco , Gian Maria Volonté , Enrico Salerno (Enrico Maria Salerno) , Catherine Spaak , Carlo Pisacane , Gianluigi Crescenzi , Barbara Steele , Luigi Induni Radici (Luis Induni) , Pablo García Gonzàlez (Tito García) , Folco Lulli , Luigi Pietro Redaelli (Pippo Starnazza) , Luigi Sangiorgi , Joaquín Díaz , Carlos Ronda , Juan C. Carlos , Philippa de la Barre de Nanteuil - Sceneggiatura
- Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Mario Monicelli
- Musica
- Carlo Rustichelli
- Produzione
- Fair Film, Les Films Marceau, Vertice Film
- Bianco e nero
- No
- Vietato ai minori
- No
Informazioni
Descrizione
Alla sceneggiatura collaborò lo stesso regista che, con Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, (binomio meglio conosciuto come Age & Scarpelli) inventò un idioma immaginario, tra il latino maccheronico, la lingua volgare medievale e l'espressione dialettale.
I costumi e tutte le scene girate all'esterno, curati da Piero Gherardi, presentavano ambientazioni nuove rispetto a quelle conosciute fino ad allora nei film su questo tema, mentre alla fotografia lavorò Carlo Di Palma.
La sceneggiatura richiamava quella del film I soliti ignoti di Monicelli (la compagnia sgangherata e raccogliticcia che cerca di compiere una grande impresa, fallendola miseramente), anche nella somiglianza dei personaggi interpretati da Vittorio Gassman e Carlo Pisacane nei due film, oltre che in alcune sequenze specifiche, come quella in cui Gassman, contattato per entrare nella compagnia, dapprima rifiuta, per poi accettare dopo la sconfitta nel combattimento (di pugilato nei Soliti ignoti e al torneo nell'Armata Brancaleone). Inoltre, la scena in cui Teofilatto, durante una pausa del duello con Brancaleone, gli consiglia una cura per il fegato, è ricalcata dall'analoga sequenza tra Totò e Fabrizi in Guardie e ladri, film di Monicelli e Steno del 1951.
La scelta di Gian Maria Volonté nel ruolo di Teofilatto dei Leonzi venne imposta al regista dal produttore Mario Cecchi Gori. L'attore milanese era famoso in quel periodo grazie alla sua partecipazione, con il ruolo di antagonista, ai film western per la regia di Sergio Leone. Mario Monicelli non nascose il suo dissenso e in un'intervista rilasciata in occasione del quarantesimo anniversario del film rivelò come invece avesse prescelto Raimondo Vianello per lo stesso ruolo.
Il personaggio di Zenone fu invece caratterizzato dallo stesso Enrico Maria Salerno che, dopo aver letto la sceneggiatura, chiese a Monicelli di affidargli la parte, per la quale utilizzò la tonalità in falsetto che convinse il regista.
Catherine Spaak aveva circa vent'anni nel momento in cui partecipò alla lavorazione del film, non conosceva bene l'italiano e il linguaggio richiesto dal copione. Racconta l'attrice franco-belga: «Già studiare il copione era per me molto difficile, quando arrivavo sul set venivo poi accolta con prese in giro e parolacce. All'inizio trattenevo a stento le lacrime ma capivo il loro divertimento e non potevo rovinargli la festa. È anche così che ho appreso il rigore e lo spessore del grande cinema italiano.»
I titoli di testa e le animazioni furono realizzati da Emanuele Luzzati.
Monicelli descrive il Medioevo straccione, popolato di disperati, miserabili, cialtroni ed appestati, dualista, perennemente diviso tra fede e peccato, spirito e carne, eros e morte, rivisitando il mito delle gesta cavalleresche. Un medioevo violento e cruento nel quale le scene risultano crude, nonostante la comicità.
Il film uscì nelle sale cinematografiche italiane il 7 aprile del 1966. Presentato a Cannes nel maggio dello stesso anno, venne poi esportato in Germania il 28 giugno del 1968. Poi in Spagna il 27 settembre del 1983.
Il film fu distribuito in DVD-Video per la prima volta il 26 febbraio 2004 dalla Medusa Video, nella collana Il grande cinema; il restauro fu eseguito col contributo della Blockbuster e il DVD includeva come extra un cinegiornale e una clip muta non restaurata. Il 23 gennaio 2006, in occasione del suo quarantesimo anniversario, il film fu presentato alla Casa del cinema con un nuovo restauro ad opera della Associazione Philip Morris Progetto Cinema, coordinato da Alessandra Giusti e curato da Giuseppe Rotunno. Il film fu quindi distribuito in DVD in una nuova edizione (priva di extra) dalla 01 Distribution il 22 aprile 2009 nella collana Italiani da culto, mentre il 1º dicembre 2021 la Eagle Pictures ha distribuito il film in DVD con un nuovo restauro eseguito nel 2017 dalla Cineteca di Bologna, con grading supervisionato da Daniele Ciprì; il DVD include una galleria fotografica e il trailer.
L'armata Brancaleone alla sua uscita nelle sale divenne subito campione di incassi, raccogliendo i consensi della critica e collezionando numerosi premi internazionali.
L'antonomasia «armata Brancaleone» è entrata nel linguaggio comune ed è riportata ormai da diversi dizionari della lingua italiana. La locuzione indica un gruppo variopinto, un'accozzaglia di persone dalle idee confuse e poco organizzate.
Riferendosi al personaggio di Brancaleone, Vittorio Gassman ebbe a dire: «c'era la bellissima invenzione di quel linguaggio e di quel personaggio, una specie di samurai che ormai tutti conoscono e che è stato credo il personaggio che mi ha dato più popolarità».
Quattro anni dopo, nel 1970, uscì un seguito intitolato Brancaleone alle crociate, sempre diretto da Mario Monicelli. Il film riscosse un buon successo, anche se non arrivò all'altezza del primo capitolo.