I soliti ignoti
MASTER: MOVIE
- Titolo
- I soliti ignoti
- Altri titoli
- Big Deal on Madonna Street, Diebe haben's schwer, Los desconocidos de siempre, Os Eternos Desconhecidos, Rufufu, 圣母街上的大人物, Le pigeon, Ο κλέψας του κλέψαντος, いつもの見知らぬ男たち, Sprawcy nieznani, Ga
- Tipo
- MASTER — Movie
- Generi
- Sottogeneri
- —
- Anno
- 1958
- Paesi
- Italia
- Lingue
- Italiano
- Regia
- Attori
-
Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni (Marcello Mastroianni) , Vittorio Gassmann (Vittorio Gassman) , Domenico Poli (Mimmo Poli) , Tiberio Murgia ,
+24 altri
Renato Terra Caizzi (Renato Terra) , Giuseppe Salvatori (Renato Salvatori) , Elvira Tonelli , Claude Joséphine Rose Cardinale (Claudia Cardinale) , Carlo Pisacane , Elena Fabbrizi (Elena Fabrizi) , Carla Gravina , Regina Ciccotti (Gina Rovere) , Amerigo Santarelli , Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio (Totò) , Pasquale Misiano , Guglielmo Carotenuto (Memmo Carotenuto) , Giovan Battista Marchetti (Nino Marchetti) , Mario Feliciani , Rossana Coppa (Rossana Rory) , Luigina Amendola (Gina Amendola) , Mario De Simone , Aldo Trifiletti , Gustavo Serena , Ida Masetti , Edith Steinschreiber (Edith Bruck) , Lisa Romey , Roberto Spiombi , Franco Carli - Sceneggiatura
- Agenore Incrocci, Furio Scarpelli, Mario Monicelli, Suso Cecchi D'Amico
- Musica
- Piero Umiliani
- Produzione
- Vides Cinematografica, Lux Film, Cinecittà
- Bianco e nero
- Sì
- Vietato ai minori
- No
Informazioni
Descrizione
È stato successivamente inserito, come opera rappresentativa, nella lista dei 100 film italiani da salvare.
L'idea di base del film, e soprattutto il finale, sono tratti dalla novella Furto in una pasticceria contenuta nell'antologia Ultimo viene il corvo di Italo Calvino.
Con questa pellicola la critica e la storiografia del cinema italiano sanciscono l'esordio ufficiale di un nuovo genere cinematografico, in seguito ribattezzato Commedia all'italiana, che si accompagnerà al neorealismo, al filone storico mitologico peplum e lo spaghetti-western, consacrando il cinema italiano del dopoguerra.
Con I soliti ignoti nasce in Italia un nuovo tipo di commedia comica che abbandona i canoni consueti, ispirati alla tradizione dell'avanspettacolo, del varietà o del Cafè Chantant, e che ereditando il testimone del neorealismo, ha per tema la quotidianità, la gente comune, con precisi riferimenti sociali nei quali il pubblico può riconoscersi.
«La commedia all'italiana è questo: trattare con termini comici, divertenti, ironici, umoristici degli argomenti che sono invece drammatici. È questo che distingue la commedia all'italiana da tutte le altre commedie...»
Gli interpreti di questa pellicola abbandonano il ruolo di maschera teatrale - che gioca la comicità basandosi sulla gag, il gioco di parole od il nonsense - articolando i dialoghi e le trovate umoristiche su prove definite, a volte caricaturali, ma riferite comunque ad una sceneggiatura chiara. In particolare, molti critici vedono nel personaggio interpretato da Totò un ipotetico passaggio generazionale della commedia italiana, dall'epoca del geniale attore napoletano - il "Principe della Risata" - a quella su cui un gruppo agguerrito di sceneggiatori (come Sergio Amidei, Rodolfo Sonego, Age & Scarpelli, Ettore Scola e Ruggero Maccari) si baseranno nel raccontare la realtà in un momento storico critico e importante, ricco di contraddizioni, di incompatibilità tra vecchio e nuovo, di identità fallaci ed effimere, costruite spesso su dei condizionamenti sociali e ingerenze culturali esterne.
L'ideazione de I soliti ignoti nasce in chiave caricaturale. Come lo stesso Monicelli ammette, si voleva in principio parodiare un certo genere di film noir francese o di gangster statunitense, particolarmente in voga in quegli anni, ed apprezzato da un vasto pubblico italiano. Il soggetto si ispira al film drammatico francese Rififi di Jules Dassin del 1955, dove una banda di quattro criminali professionisti intraprende un colpo perfetto che si rivelerà fallimentare e come narra il regista, uno dei titoli provvisori era il parodistico Rifufu.
La colonna sonora, affidata a Piero Umiliani, qui al suo debutto come autore di musiche per il cinema, è considerata la prima di impianto jazzistico per un film italiano. Fu il regista stesso, Mario Monicelli, a contattare personalmente Piero Umiliani, in quanto era nelle sue intenzioni dare al film una colonna sonora in stile Jazz, e Umiliani in quel periodo era noto negli ambienti televisi per le sue composizioni e i suoi arrangiamenti in questo stile.
Inizialmente il film avrebbe dovuto intitolarsi Le Madame, ma tale nome venne rigettato per problemi di censura, dato che quello pensato da Monicelli evocava il soprannome dato in ambiente criminale alla polizia. La pellicola uscì nelle sale italiane il 26 luglio del 1958.
1959 – Premio Oscar:
Candidatura al miglior film straniero a Mario Monicelli.
1959 – Nastro d'argento:
Migliore attore protagonista a Vittorio Gassman.
Migliore sceneggiatura a Age & Scarpelli, Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli.
1958 – Festival internazionale del cinema di San Sebastián:
Concha de Plata al miglior regista a Mario Monicelli.