L'inferno
MASTER: MOVIE
- Titolo
- L'inferno
- Altri titoli
- Dante's Inferno, El infierno, Inferno, Dantes Helvede, Helvetti, Helvetet, L'Enfer, A pokol, インフェルノ, Piekło, Ад
- Tipo
- MASTER — Movie
- Generi
-
Avventura , Drammatico , Fantastico , Orrore
- Sottogeneri
- Muto
- Anno
- 1911
- Paesi
- Italia
- Lingue
- Italiano, Nessuna
- Attori
-
Salvatore Papa , Arturo Pirovano , Giuseppe De Liguoro di Presicce (Giuseppe De Liguoro) , Manente degli Uberti (Farinata degli Uberti) ,
+5 altri
Pier della Vigna , Ugolino della Gherardesca , Attilio Motta , Emilise Beretta , Augusto Milla - Sceneggiatura
- Dante Alighieri
- Musica
- Raffaele Caravaglios, Edgar Froese, Edison Studio
- Produzione
- Milano Film, SAFFI-Comerio
- Bianco e nero
- Sì
- Vietato ai minori
- No
Informazioni
Descrizione
L'Inferno è il primo film italiano a 5 bobine, prodotto dalla Milano Films, che subì anche la concorrenza della più piccola Helios Film che lo stesso anno, battendola sul tempo, e sfruttando la pubblicità dell'altro film, forte dello stesso titolo, produsse un Inferno meno colossale e con più rimandi erotici (ad esempio il seno nudo di Francesca).
Fu il primo film a ottenere l'iscrizione nel pubblico registro delle opere protette. Il film ebbe un ampio successo anche all'estero e fu il primo a sfruttare un nuovo tipo di distribuzione inventato da Gustavo Lombardo, basato anziché sulla vendita delle copie o sul noleggio, sulla cessione dei diritti in esclusiva per zone e paesi.
Il film è uno dei capolavori del genere in costume per il quale si distinsero i produttori italiani negli anni dieci e il primo film europeo di grande impegno letterario e artistico. Grazie agli effetti speciali cinematografici (soprattutto la sovrimpressione) e teatrali (come i voli grazie a corde e macchinari) venne allestita un'opera visionaria, dove per la prima volta si usarono in maniera coerente le didascalie scritte, che introducevano ogni scena con i versi più famosi o con una frase esplicativa in prosa.
Dal punto di vista della tecnica cinematografica vi si nota tutta una serie di articolazioni dell'inquadratura per rompere la monotonia del tipico campo medio lungo e fisso: ci sono riquadrature (spostamenti dell'inquadratura della macchina, il tipo più semplice di movimento di camera), montaggio di più inquadrature, con scala diversa di piani, ecc., con gli accorgimenti tecnici diffusi tra il 1908 e il 1910. Non si può però ancora parlare di montaggio usato in maniera narrativa, cioè per incalzare la storia e caratterizzare i personaggi: l'inquadratura viene scelta in funzione degli effetti speciali e dello spettacolo visivo, infatti siamo ancora nella sfera del cosiddetto cinema delle attrazioni, dove cioè la parte visuale è predominante rispetto alla storia narrata (che alla fine è solo il pretesto per mettere in scena effetti speciali), anche se si sta aprendo la strada al cinema narrativo che porterà di lì a poco, nel 1914, alla pietra miliare di Cabiria di Giovanni Pastrone.
Il film fu restaurato e ridistribuito nel 2002 con una nuova colonna sonora composta ed eseguita dai Tangerine Dream. Nel 2006 la Cineteca di Bologna ha portato a termine un nuovo restauro pubblicato su DVD nel 2011 nella collana Cinema Ritrovato con la colonna sonora di Edison Studio.