Morte a Venezia

MASTER: MOVIE

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Titolo
Morte a Venezia
Altri titoli
Death in Venice, Tod in Venedig, Muerte en Venecia, Dood in Venetië, Morte em Veneza, 魂断威尼斯, Døden i Venedig, Mort à Venise, Θάνατος στη Βενετία, Halál Velencében, ベニスに死す, Śmierć w Wenecji, 베
Tipo
MASTER — Movie
Sottogeneri
Sentimentale
Anno
1971
Paesi
Francia, Italia, Stati Uniti
Lingue
Francese, Inglese, Italiano, Polacco, Tedesco, Russo
Sceneggiatura
Luchino Visconti, Thomas Mann, Nicola Badalucco
Musica
Ludwig van Beethoven, Gustav Mahler, Franz Lehár, Modest Petrovič Musorgskij
Produzione
Warner Bros., Alfa Cinematografica, PECF
Bianco e nero
No
Vietato ai minori
No

Informazioni

Descrizione
Morte a Venezia è un film drammatico del 1971 diretto da Luchino Visconti, tratto dal romanzo La morte a Venezia dello scrittore tedesco Thomas Mann. Presentato in concorso al 24º Festival di Cannes, grazie al quale Visconti vinse un Premio speciale del venticinquesimo anniversario. È il secondo capitolo della "trilogia tedesca", di cui fanno parte anche La caduta degli dei (1969) e Ludwig (1973).

Silvana Mangano, madre di Tadzio: all'inizio non era stata scelta per carenza di fondi. Fu contattata un'altra attrice che però, letta la sceneggiatura, rifiutò la parte poiché priva di battute, relegando, a suo giudizio, la madre di Tadzio a livello di una comparsa. La Mangano, saputolo, si offrì per il ruolo senza pretendere alcun compenso.

Le riprese sono state effettuate all'Hotel des Bains del Lido di Venezia, così come le scene esterne, mentre le scene di flashback ambientate in Austria sono state riprese sulle Dolomiti e in Trentino. Le scene esterne sulla spiaggia sono state girate agli Alberoni, al Lido di Venezia.

Fabio Rieti, pittore, si occupò di manifesti e delle locandine.

Ai provini per la scelta del ruolo di Tadzio, oltre all'attore svedese Björn Andrésen poi scelto dalla produzione, c'erano anche un certo Rosalino Cellamare in arte Ron e Bruno Canzian in arte Red Canzian.
Nel secondo volume della sua autobiografia, Snakes and Ladders, Dirk Bogarde racconta come la troupe di Visconti creò per lui il pallore cadaverico per la scena finale del film, dove il suo personaggio muore sulla spiaggia. Il reparto trucco cercò varie soluzioni utilizzando pitture e creme, nessuna delle quali soddisfacente. Quando una crema dal risultato accettabile venne infine trovata e la scena poté girarsi, Bogarde ricordò che il viso iniziò a bruciargli terribilmente. Il tubetto della crema venne rinvenuto e si scoprì che vi era scritto "tenere lontano dagli occhi e dalla pelle": il regista aveva ignorato l'avvertenza decidendo di testare la crema su alcuni membri della troupe, prima di dare finalmente il via libera per applicarla a Bogarde.
In un altro volume delle sue memorie, An Orderly Man, Dirk Bogarde riferì che, dopo il completamento del film, esso venne proiettato in anteprima a Los Angeles per gli attori e la produzione da Visconti, e che la dirigenza della Warner Bros. voleva cancellare il progetto per paura che negli Stati Uniti la pellicola venisse proibita per oscenità a causa della tematica omosessuale trattata. La dirigenza cambiò idea quando Morte a Venezia venne proiettato a Londra, alla presenza della regina Elisabetta II e della principessa Anna, non suscitando alcuna polemica.